Cosa si intende per Mobilità Sostenibile
Quando parliamo di sostenibilità pensiamo alla possibilità di un insieme di processi o di attività umane di esistere o di compiersi indefinitamente, in altre parole ci si riferisce ad un modo di pensare e agire finalizzato a soddisfare le esigenze del presente senza però compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare le proprie.
Mobilità sostenibile è quindi lo studio e la messa in pratica di soluzioni che permettono alle persone di effettuare i loro spostamenti, specie all’interno delle aree urbane, riducendo gli impatti ambientali, sociali ed economici che ne derivano.

 

Impatto su salute umana
Infatti, le modalità con le quali ci muoviamo, soprattutto all’interno delle nostre città, possono avere delle ricadute negative sulla nostra salute per effetto dei gas inquinanti che respiriamo [stat], dello stress da traffico, del tempo trascorso in fila o alla ricerca di un parcheggio. E come se non bastasse oltre al deterioramento delle condizioni di vita anche l’impatto economico delle spese di trasporto può diventare un problema individuale.
Ecco perché occuparsi di mobilità sostenibile significa occuparsi del proprio benessere e di quello collettivo perché si cercano soluzioni che migliorano la vivibilità delle città ed il tenore di vita delle persone.

 

Modalità di trasporto
Fondamentalmente possiamo individuare due modalità di trasporto:

  • - Trasporto con mezzi pubblici;
  • - Trasporto con mezzi privati.

Nel primo caso si impiegano mezzi condivisi con altri viaggiatori quali autobus, treni, metropolitane, tram, taxi, noleggio con conducente, automobile condivisa (car sharing o car pooling); nel secondo caso la condivisione del mezzo di viaggio è facoltativa e saltuaria quindi per lo più si tratta di un mezzo utilizzato individualmente come l’automobile privata, la motocicletta, la bicicletta o … i piedi.
Esistono [stat] e sono state adottate in numerose città diverse misure per incrementare efficacemente la sostenibilità del modo di spostarsi dei cittadini e queste principalmente sono orientate sul rendere maggiormente appetibili alcuni mezzi di trasporto meno impattanti rispetto ad altri. Ad esempio [stat] sono aumentati i km di piste ciclabili disponibili per i cittadini all’interno dei recinti urbani, favorendo in questa maniera l’impiego delle biciclette.

 

Prodotti: la bicicletta
L’evoluzione tecnologica e le politiche di incremento della mobilità sostenibile hanno reso la bicicletta un mezzo di trasporto nuovamente molto appetibile [stat]. Infatti i materiali impiegati le hanno rese più sicure, più manovrabili e meno faticose da guidare. Mentre le comunità oltre a incrementare km di asfalto dove le bici hanno la priorità, ne favoriscono l’uso favorendo il bike sharing o rendendone gratuito il transito sui mezzi pubblici [stat]. Il limite di questo antichissimo mezzo di trasporto è che la propulsione è unicamente data dalle nostre gambe e se questo può essere pregevole per la nostra salute [stat] e per l’ambiente nel quale viviamo, resta un problema quando fa caldo e siamo diretti in ufficio, quando dobbiamo raggiungere dei punti al termine di salite ripide, quando la stanchezza ci toglie la voglia di pedalare.

 

Perché la bicicletta elettrica?
Per chi non vuole togliersi il gusto di una sana pedalata ogni qualvolta lo desideri senza fermarsi per strada quando è stanco, la bici elettrica è la risposta ideale. Non inquina, non è soggetta a limitazioni del traffico, niente bollo [§ DM
31/01/03] e niente attese per il parcheggio, la bici elettrica consente piena libertà di movimento anche per le vie della città.

 

E-bike o pedelec?
Che differenza c’è tra una bici elettrica (e-bike) e una bici a pedalata assistita (pedal electric cycle)?
La bici elettrica ha un motore elettrico di potenza non superiore ai 4 KW, può raggiungere una velocità massima di 45 km/h, accelera mediante un comando manuale anche se non pedaliamo, dal punto di vista del codice della strada è assimilata ad uno scooter ed ha l’obbligo di immatricolazione, di assicurazione RC ed il suo conducente deve obbligatoriamente indossare il casco.
Rimane esclusa da tutti questi obblighi la bici a pedalata assistita, che è assimilata ad una bicicletta (ma anche se il casco non è obbligatorio è sempre meglio indossarlo!). Questa tipologia di bici elettriche ha un motore che non supera la potenza di 0,25 KW, che si attiva solo pedalando e si disattiva nel caso la bici superi la velocità di 25 km/h.

 

Si può ottenere una bici a pedalata assistita anche montando su una bici normale un kit di trasformazione o anche semplicemente sostituendo una delle due ruote con una ruota elettrica. Il kit di trasformazione è costituito da:

  • 1) Ruota anteriore o posteriore equipaggiata di motore elettrico brushless hub motor geared o gearless
  • 2) Centralina di comando motore con interruttore on/off
  • 3) PAS (pedal assisted system) per lettura presenza pedalata
  • 4) Pacco batterie
  • 5) Sensore freno

 

Batterie spiegare in entrambi i casi cosa montano: esistono in commercio diverse tipologie di batterie: le batterie da trazione (deep cycle) al piombo e piombo-gel (al piombo e silicone, talvolta erroneamente denominate al silicio), le batterie agli ioni di litio (li-ion) e da qualche anno in commercio le batterie LiFePo4 (litio-ferro-fosfati). La differenza sta nel peso e nella durata in termini di cicli di carica e scarica: le batterie al piombo sono relativamente economiche ma alquanto pesanti e hanno approssimativamente 200-300 cicli di carica e scarica completa, le batterie agli ioni di litio pesano un terzo e hanno circa 700 cicli di vita mentre le batterie LiFePo4 pesano leggermente più delle li-ion ma sono molto più stabili in caso di corto circuito e possono vantare una vita operativa di 1500 o addirittura di 2000 cicli. In sostanza se con le batterie al piombo e con un utilizzo giornaliero della bici si può contare sulla piena operatività della batteria per un anno o due, con le LiFePo4 si può continuare ad utilizzarle anche per 5 o 6 anni. Questo anche grazie all’elettronica di controllo montata on board, in sostanza si tratta di un circuito denominato BMS (Battery Management System) il quale controlla lo stato di carica e di scarica delle singole celle ottimizzando in pieno l’erogazione dell’energia sino “all’ultima goccia”. Inoltre le Lifepo4 sono batterie “verdi” nel senso che una accidentale dispersione nell’ambiente non provoca inquinamento, anche se è comunque opportuno un corretto riciclo delle stesse. Di norma con una batteria LiFePo4 da 36V e 10Ah (dal peso di 3-4Kg contro i 12-15Kg del piombo) è possibile percorrere da 30Km fino a 50-60Km se adeguatamente assistita. La batteria viene caricata mediante un caricatore (charger) che a seconda della potenza dello stesso (100W oppure 200W o 300W) è in grado di caricarla nel giro di 2-6 ore.